{"id":2540,"date":"2022-09-23T11:16:56","date_gmt":"2022-09-23T09:16:56","guid":{"rendered":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/?p=2540"},"modified":"2022-09-23T11:16:57","modified_gmt":"2022-09-23T09:16:57","slug":"vivaci-trasparenze-ceramiche-di-yaozhou-dalla-collezione-shang-shan-tang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/vivaci-trasparenze-ceramiche-di-yaozhou-dalla-collezione-shang-shan-tang\/","title":{"rendered":"VIVACI TRASPARENZE | Ceramiche di Yaozhou dalla Collezione Shang Shan Tang"},"content":{"rendered":"<p>edited by  <strong>Sabrina Rastelli<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p><strong>07.09 &#8211; 23.10.2022<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>MAOV Museo d\u2019Arte Orientale di Venezia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ca\u2019 Pesaro, Sestiere di Santa Croce n. 2076, Venezia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Vivaci Trasparenze: ceramiche di Yaozhou dalla collezione Shang Shan Tang<\/em><\/strong>&nbsp;\u00e8 una mostra di ceramiche interamente dedicata alle manifatture di Yaozhou, situata a circa 100 km a nord di Xi\u2019an, nella Cina settentrionale (dove si trova il celeberrimo esercito di terracotta del Primo Imperatore), che si terr\u00e0 al&nbsp;<strong>Museo d\u2019Arte Orientale di Venezia dal 7 settembre al 23 ottobre 2022, con l\u2019organizzazione di Fondazione Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari e MAOV.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia, con il suo Dipartimento di Studi sull\u2019Asia e Africa Mediterranea, e Museo d\u2019Arte Orientale della Direzione regionale Musei Veneto tornano ancora una volta a collaborare\u00a0<\/strong>per la realizzazione di eventi di elevato profilo scientifico e insieme divulgativo, in una sinergia di intenti utile e necessaria per la diffusione della conoscenza delle culture extraeuropee.<\/p>\n\n\n\n<p>La fornace di Yaozhou, attiva tra l\u2019VIII e il XIII secolo,&nbsp;<strong>rivoluzion\u00f2 la produzione di ceramiche del genere&nbsp;<em>celadon<\/em><\/strong>, diventando la manifattura pi\u00f9 influente di tutto l\u2019impero. In ambito ceramico la Cina detiene diversi primati: \u00e8 stata infatti il primo paese ad inventare la porcellana tra la fine del VI e l\u2019inizio del VII secolo (mentre in Europa ci sono riusciti mille anni dopo gli alchimisti alla corte di Augusto il Forte (1670-1733) a Meissen), ma, ancora prima, nel XIII secolo a.C., l\u00ec erano stati realizzati oggetti dal corpo altamente refrattario rivestito con uno strato di invetriatura verde (con varie sfumature),&nbsp;<strong>comunemente noti in Occidente con il nome di&nbsp;<em>celadon<\/em><\/strong>&nbsp;e in Cina come&nbsp;<em>qingci&nbsp;<\/em>(gres con invetriatura verde-azzurra).&nbsp;<strong>Questo genere ceramico ha riscosso un successo enorme proprio per le sue tonalit\u00e0 verdi-azzurre che evocano la giada, il materiale simbolo della Cina,<\/strong>&nbsp;o la patina sui bronzi antichi, altro emblema della millenaria civilt\u00e0 cinese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le 96 opere in esposizione<\/strong>&nbsp;<strong>provengono tutte da una collezione privata straniera,<\/strong>&nbsp;la\u4e0a\u5584\u5802 Shang Shan Tang, alla lettera \u201cSala del sommo bene\u201d, che include&nbsp;<strong>una delle raccolte di ceramiche di Yaozhou pi\u00f9 complete al mondo<\/strong>, con esemplari di eccellente qualit\u00e0, che testimoniano lo sviluppo della manifattura<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutti i pezzi saranno esposti nella suggestiva sala 12 del Museo d\u2019Arte Orientale,<\/strong>&nbsp;che nel 1928 fu destinata a ospitare le porcellane cinesi di quella che fu un tempo la collezione di Enrico di Borbone. Lo storico allestimento ideato da Nino Barbantini \u00e8 stato preservato da allora e armonizza gli straordinari pezzi asiatici con i caratteri di un appartamento rococ\u00f2, adorno di specchi e stucchi settecenteschi, creando un ambiente di grande fascino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La fornace delle meraviglie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La storia della fornace di Yaozhou \u00e8 sorprendente<\/strong>: da opificio modesto, nel X secolo si era gi\u00e0 specializzata nella produzione di celadon di alta qualit\u00e0 (fino a quel momento appannaggio delle manifatture meridionali), attraverso&nbsp;<strong>una serie di conquiste tecnologiche<\/strong>&nbsp;dettate dall\u2019esigenza di risolvere difetti e inconvenienti. Nota in seguito soprattutto per la fabbricazione di celadon dalla tonalit\u00e0 verde oliva con motivi decorativi incisi o impressi sotto l\u2019invetriatura, era stata impiantata per produrre ceramiche con coperta nera per uso quotidiano domestico e il genere a smalti policromi&nbsp;<em>sancai<\/em>&nbsp;(\u201ctre colori\u201d) destinato per lo pi\u00f9 ai corredi funerari. La Cina settentrionale era nota per la produzione di porcellana e gli artigiani di Yaozhou si cimentarono anche nella fabbricazione di ceramica bianca (falsa porcellana), realizzata coprendo le impurit\u00e0 presenti nelle argille del corpo con uno strato di ingobbio bianco prima dell\u2019applicazione della vetrina trasparente incolore. I risultati erano per\u00f2 deludenti: pi\u00f9 che bianco, il rivestimento risultava di un giallo poco attraente che indusse i fuochisti ad avventurarsi nel complesso, e per loro sconosciuto, sistema della cottura in atmosfera riducente (priva di ossigeno). Le analisi chimiche hanno mostrato che la ricetta per corpo e invetriatura rimase invariata, ma grazie alla cottura in riduzione, la coperta risultava di un verde pi\u00f9 che soddisfacente, quando il titanio contenuto nell\u2019ingobbio non interferiva ingiallendola. Per ovviare a questo problema, i ceramisti iniziarono a rivestire completamente gli oggetti prima di ingobbio bianco e poi di vetrina. Tale metodo presentava per\u00f2 un\u2019altra sfida: durante la cottura, l\u2019invetriatura diventa una potentissima colla, rendendo quindi necessario limitare il pi\u00f9 possibile i punti di contatto del piede di ogni oggetto con il fondo del contenitore nel quale veniva inserito per la cottura. Anche in questo caso&nbsp;<strong>i vasai di Yaozhou dimostrarono grande ingegno<\/strong>&nbsp;raffinando progressivamente la tecnica fino a concepirne una che lasciava soltanto tre piccole cicatrici sulla base. Tale pratica \u00e8 comunemente associata alle celebratissime ceramiche Ru (prodotte dalla fine dell\u2019XI secolo per un centinaio di anni) e considerata una grande conquista dei ceramisti di Ru, ma in realt\u00e0 furono i colleghi di Yaozhou a inventarla centocinquanta anni prima. Una nuova sfida si present\u00f2 nell\u2019XI secolo, quando i fuochisti adottarono il carbone (in sostituzione della legna che scarseggiava) come combustibile per alimentare le fornaci. La diversa resa del carbone rispetto alla legna impose modifiche significative alla pianta dei forni, mentre il rapido raffreddamento alla fine del ciclo di cottura garantiva invetriature trasparenti (al contrario di quelle precedenti che invece erano translucide). La trasparenza era importante affinch\u00e9 i motivi decorativi eseguiti sul corpo sottostante fossero ben leggibili: il nuovo gusto estetico, infatti, prediligeva oggetti intensamente ornati, ma, sotto una coperta translucida, i decori apparivano nebulosi; perci\u00f2, i fuochisti di Yaozhou sfruttarono la piena maturit\u00e0 raggiunta dalle vetrine cotte nei forni alimentati a carbone, raffreddandole rapidamente. Quanto alla sfumatura verde oliva che contraddistingue le coperte di questo periodo, recenti analisi chimiche hanno indicato una modifica della ricetta, probabilmente dovuta alla composizione delle materie prime locali, caratterizzata da un aumento della percentuale di titanio, responsabile di questa tonalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019invetriatura opalina torn\u00f2 in auge tra la fine dell\u2019XI e l\u2019inizio del XII secolo con le ceramiche Ru, molto apprezzate dall\u2019imperatore Song Huizong (r. 1100-1126) che le volle utilizzare a corte.&nbsp;<strong>Ancora una volta i ceramisti di Yaozhou seppero rispondere prontamente alla nuova moda<\/strong>, creando la cosiddetta vetrina \u201cchiaro di luna\u201d, dall\u2019aspetto simile alla giada, translucida, brillante, morbida, e caratterizzata da una tonalit\u00e0 di verde molto tenue (al contrario del celeste tipico degli esemplari Ru).&nbsp;<strong>Nel XIII secolo le manifatture di Yaozhou andarono in disuso per essere riscoperte attraverso una serie di campagne archeologiche soprattutto negli anni \u201890 del secolo scorso che ne hanno dimostrato il ruolo cruciale nello sviluppo della storia della ceramica cinese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dalla tecnologia ai temi decorativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per apprezzare appieno la produzione di Yaozhou,&nbsp;<strong>la mostra \u00e8 organizzata per temi<\/strong>, a partire da quello tecnologico in modo da cogliere la sofisticatezza degli esperimenti condotti nel tempo dai ceramisti di Yaozhou, sempre pronti a raccogliere le sfide poste dalle caratteristiche intrinseche alle materie prime locali, a innovare costantemente la produzione e ad adattarsi alle mode del momento. Alcune teche sono centrate intorno ai motivi decorativi intagliati, incisi, o impressi che contraddistinguono i celadon di Yaozhou:&nbsp;<strong>peonie<\/strong>&nbsp;(metafora della sensualit\u00e0 femminile),&nbsp;<strong>crisantemi<\/strong>&nbsp;(simbolo dell\u2019autunno e della saggezza che si acquisisce con gli anni),&nbsp;<strong>loti<\/strong>&nbsp;(introdotti con il buddhismo),&nbsp;<strong>bambini che giocano<\/strong>&nbsp;(augurio di progenie numerosa e discendenza ininterrotta),&nbsp;<strong>anatre mandarine<\/strong>&nbsp;in uno stagno (emblema di fedelt\u00e0 coniugale), mini sculture raffiguranti&nbsp;<strong>tartarughe<\/strong>&nbsp;applicate sul fondo di piccole tazze per dare l\u2019impressione che stiano nuotando nel liquore che vi si verser\u00e0,&nbsp;<strong>animali mitologici<\/strong>&nbsp;che evocano storie straordinarie. Altre vetrine sono invece incentrate sulla funzione delle forme utilizzate in ambito domestico, ma anche religioso (soprattutto buddhista). Una teca \u00e8 dedicata agli esemplari contrassegnati da iscrizioni, una delle quali di particolare importanza poich\u00e9 indica che gi\u00e0 all\u2019epoca delle Cinque Dinastie (907-960), le fornaci di Yaozhou avevano raggiunto l\u2019eccellenza nella fabbricazione di celadon, tanto da essere incluse nel sistema di tributi per la corte imperiale. Se le manifatture di Yaozhou sono famose per le loro ceramiche dal colore verde oliva, \u00e8 importante sottolineare che esse eccelsero anche nella produzione dei generi rosso ruggine e nero, quest\u2019ultimo monocromo o chiazzato di rosso con un effetto molto moderno, e infatti una vetrina accoglie le varie tipologie mettendone in evidenza i colori.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ulteriori approfondimenti: Sabrina Rastelli,<em>\u201c<strong>Re-emerging from underground: The great achievements of the Yaozhou kilns through their archaeological investigation\u201d&nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/docs.google.com\/document\/d\/12Tn9h4pPKYusSsPAS94kLt90ahm49tTl\/edit?usp=sharing&amp;ouid=117904551379525345845&amp;rtpof=true&amp;sd=true\"><strong>Re-emerging from underground: The great achievements of the Yaozhou kilns through their archeological investigation<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>SCHEDA INFORMATIVA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>VIVACI TRASPARENZE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Ceramiche di Yaozhou dalla Collezione Shang Shan Tang<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>07.09.2022 &gt; 23.10.2022<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANTEPRIMA PER LA STAMPA&nbsp;<\/strong>&nbsp;7 settembre dalle 11 alle 12<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INAUGURAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>dalle ore 17 alle ore 19 con presentazione e visita alla sala espositiva. Entrata libera<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A CURA DI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prof. Sabrina Rastelli Phd<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Professore ordinario di Archeologia e Storia delle Arti e filosofia dell\u2019Asia orientale presso l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Curriculum Vitae<\/strong>&nbsp;<a href=\"https:\/\/unive.academia.edu\/SabrinaRastelli\/CurriculumVitae\">https:\/\/unive.academia.edu\/SabrinaRastelli\/CurriculumVitae<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DOVE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>MAOV Museo d\u2019Arte Orientale di Venezia<\/p>\n\n\n\n<p>Ca\u2019 Pesaro, Sestiere di Santa Croce n. 2076, Venezia<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ORARI DI VISITA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal marted\u00ec alla domenica<\/p>\n\n\n\n<p>10.00 &gt; 18.00&nbsp; La mostra \u00e8 compresa nel ticket d&#8217;ingresso al Museo<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ORGANIZZAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fondazione Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari \u2013 MAOV Museo d\u2019Arte Orientale di Venezia<\/p>\n\n\n\n<p><strong>UFFICIO STAMPA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>FG Comunicazione \u2013 Venezia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cristina Gatti&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>+39 338 6950929<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:cristina.gatti@fg-comunicazione.it\">cristina.gatti@fg-comunicazione.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per ulteriori informazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo<\/p>\n\n\n\n<p>Settore Relazioni con i media<\/p>\n\n\n\n<p>Paola Vescovi (Direttrice): Tel. 366 6279602 \u2013 339 1744126<\/p>\n\n\n\n<p>Federica Ferrarin (Referente di settore): Tel 366 6297904 &#8211; 335 5472229<\/p>\n\n\n\n<p>Enrico Costa (Senior Media Relations Officer): Tel. 337 1050858<\/p>\n\n\n\n<p>Email:&nbsp;<a href=\"mailto:comunica@unive.it\">comunica@unive.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Le news di Ca\u2019 Foscari:&nbsp;<a href=\"http:\/\/news.unive.it\/\">news.unive.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Direzione regionale Musei Veneto &#8211; Museo di Arte Orientale di Venezia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ufficio Comunicazione Direzione<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenza Lasala<\/p>\n\n\n\n<p>0412967627<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:vincenza.lasala@cultura.gov.it\">vincenza.lasala@cultura.gov.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Direzione Museo<\/p>\n\n\n\n<p>Dr. Marta Boscolo Marchi<\/p>\n\n\n\n<p>0412967628 \u2013 0415241173<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:marta.boscolo@cultura.gov.it\">marta.boscolo@cultura.gov.it<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Sabrina Rastelli 07.09 &#8211; 23.10.2022 MAOV Museo d\u2019Arte Orientale di Venezia Ca\u2019 Pesaro, Sestiere di Santa Croce n. 2076, Venezia Vivaci Trasparenze: ceramiche di Yaozhou dalla collezione Shang Shan Tang&nbsp;\u00e8 una mostra di ceramiche interamente dedicata alle manifatture di Yaozhou, situata a circa 100 km a nord di Xi\u2019an, nella Cina settentrionale &hellip;<\/p>\n<p class=\"read-more\"> <a class=\"\" href=\"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/vivaci-trasparenze-ceramiche-di-yaozhou-dalla-collezione-shang-shan-tang\/\"> <span class=\"screen-reader-text\">VIVACI TRASPARENZE | Ceramiche di Yaozhou dalla Collezione Shang Shan Tang<\/span> Read More &raquo;<\/a><\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":2541,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[19],"tags":[74,75,72,73],"class_list":["post-2540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eventi-news-e-mostre","tag-ceramicheyaozhou","tag-collezioneshangshantang","tag-maov","tag-vivacitrasparenze"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2540"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2542,"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2540\/revisions\/2542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}