{"id":3478,"date":"2026-03-31T10:44:48","date_gmt":"2026-03-31T08:44:48","guid":{"rendered":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/?p=3478"},"modified":"2026-03-31T10:54:17","modified_gmt":"2026-03-31T08:54:17","slug":"aprile-al-mao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/orientalevenezia.beniculturali.it\/en\/aprile-al-mao\/","title":{"rendered":"APRILE AL MAO"},"content":{"rendered":"<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><\/td><\/tr><tr><td><strong>Fino al\u00a026\u00a0aprile 2026<\/strong><br><strong>Obiettivo seta La spedizione del 1859 in Cina\u00a0nelle fotografie di Giacomo Caneva<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>Esposizione a cura di Giulia Pra Floriani e Marta Boscolo Marchi. Trentadue fotografie di Giacomo Caneva (1813-1865) del 1859, provenienti dalle collezioni Vanzella di Treviso e Pini Morelli di Como, documentano il viaggio dei nobili friulani Giovan Battista Castellani e Gherardo Freschi, che si recarono in India e in Cina alla ricerca di bachi da seta sani, per rilanciare la produzione europea di seta devastata dalla diffusione della pebrina.La mostra \u00e8 frutto della collaborazione tra la Direzione regionale Musei nazionali Veneto e il Dipartimento di Studi sull\u2019Asia e sull\u2019Africa Mediterranea dell\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia ed \u00e8 stata realizzata anche grazie al supporto dell\u2019Unione europea (Progetto Horizon Marie Sk\u0142odowska-Curie \u201cPhotography in the Making of Knowledge: European Art-historical and Scientific Investigations on Asia, PhotoMaKEASIA\u201d), dell\u2019Istituto Confucio presso l\u2019Universit\u00e0 Ca\u2019 Foscari Venezia e del MaP (Centro di ricerca Marco Polo sulle connessioni globali Europa-Asia).<br><br>\ud83d\udd70\ufe0fOre 10-18<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<strong>Mercoled\u00ec&nbsp;<\/strong><strong>1<\/strong><strong>&nbsp;aprile 2026<\/strong><strong>ore 10-18 |&nbsp;Orario estivo<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Entra in vigore l\u2019orario estivo<br><br>\ud83d\udd70\ufe0f Apertura marted\u00ec-domenica 10-18<\/td><\/tr><tr><td><strong>Ogni&nbsp;sabato&nbsp;alle 15.30<\/strong><br><strong>Obiettivo seta<\/strong><br><strong>Visite guidate alla mostra <\/strong>a cura dello staff museale<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Fino al 26 aprile 2026, al Museo d\u2019Arte Orientale di Venezia, sar\u00e0 possibile visitare la mostra&nbsp;<em>Obiettivo seta. La spedizione del 1859 in Cina nelle fotografie di Giacomo Caneva.<\/em>&nbsp;L\u2019esposizione, a cura di Giulia Pra Floriani e Marta Boscolo Marchi, include trentadue fotografie di Giacomo Caneva (1813-1865) del 1859, provenienti dalle collezioni Vanzella di Treviso e Pini di Como. Queste documentano il viaggio dei nobili friulani Giovan Battista Castellani e Gherardo Freschi, che si recarono in India e in Cina alla ricerca di bachi da seta sani, per rilanciare la produzione europea di seta devastata dalla diffusione della pebrina.&nbsp;<br><br>\ud83d\udd70\ufe0f15.30 &#8211; Visita guidata inclusa nel biglietto di ingresso al Museo<\/td><\/tr><tr><td><strong>Domenica<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><strong>5&nbsp;<\/strong><strong>aprile 2026 <\/strong><strong>ore 10-18&nbsp;| Domenica al museo<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Ingresso gratuito in tutti i musei statali&nbsp;<br><br>\ud83d\udd70\ufe0fOre 10-18<\/td><\/tr><tr><td><strong>Luned\u00ec<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>6<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>aprile 2026 <\/strong><strong>ore 10-18\u00a0| Luned\u00ec dell\u2019Angelo<\/strong> <\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>\ud83d\udd70\ufe0fApertura straordinaria ore 10-18&nbsp;Il giorno di chiusura settimanale \u00e8 posticipato a&nbsp;<strong>mercoled\u00ec 8 aprile 2026<\/strong>: il Museo rester\u00e0 chiuso<\/td><\/tr><tr><td><strong>Gioved\u00ec&nbsp;9&nbsp;aprile 2026 ore 15.30 <\/strong><br><strong>Giacomo Caneva,&nbsp;artista e pioniere della fotografia<\/strong><br>Maria Francesca Bonetti<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>La conferenza illustrer\u00e0 la figura e l\u2019attivit\u00e0 di Giacomo Caneva (Padova 1813 \u2013 Roma 1865), giunto a Roma nel 1838 per perfezionare la sua formazione artistica dopo gli studi presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia, e ben presto distintosi per il precoce utilizzo della fotografia, quale mezzo da lui privilegiato per la documentazione, la conoscenza e la rappresentazione della realt\u00e0. Protagonista di quel cenacolo internazionale di artisti fotografi, storicamente ricordato come Circolo del Caff\u00e8 Greco \u2013 o Scuola fotografica romana \u2013, Caneva \u00e8 stato, con la versatilit\u00e0 dei suoi interessi figurativi e la sperimentazione anche di nuovi generi, al centro delle relazioni che la fotografia ha intrecciato, fin dai suoi esordi, con gli altri linguaggi espressivi, contribuendo al rinnovamento delle convenzioni visive e delle ricerche pittoriche dell\u2019epoca.&nbsp;&nbsp;<br><br>\ud83d\udd70\ufe0f15.30 &#8211; Ingresso gratuito su invito<\/td><\/tr><tr><td><strong>Marted\u00ec&nbsp;14&nbsp;aprile 2026ore 15.30Il kimono maschile |&nbsp;Trame di vita, racconti di stile<\/strong><br>Lydia Manavello, Silvia Vesco <br>Introduce Chiara Squarcina<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Le curatrici della mostra allestita presso il Museo di Palazzo Mocenigo illustrano il percorso e le opere esposte. Introdurr\u00e0 la dottoressa Chiara Squarcina.Nei kimono maschili del primo Novecento la decorazione costituisce un\u2019affascinante quanto intensa narrazione capace di fornire preziose informazioni sull\u2019arte, la storia e la vita giapponesi. Esternamente sobrie, ma assai interessanti all\u2019interno, le vesti maschili d\u2019uso quotidiano costituiscono una parte consistente del ricco apparato tessile nipponico, racchiudendo e definendo un universo che, normalmente celato alla vista, si rende accessibile solo nel contesto privato: immagini suggestive o descrittive, sofisticate, abilmente tessute o dipinte, elaborate con minuzia o appena suggerite da qualche tratto d\u2019inchiostro, raccontano la cultura del Sol Levante con riferimenti alla letteratura e all\u2019arte della guerra, al mondo naturale e a quello filosofico-religioso. Inoltre, curiose illustrazioni connesse allo sport, all\u2019attualit\u00e0 e alle novit\u00e0 tecnologiche celebrano la modernit\u00e0 creando un\u2019immediata e inattesa relazione con il mondo occidentale.&nbsp;<br><br>\ud83d\udd70\ufe0f15.30 &#8211; Ingresso gratuito su invito<\/td><\/tr><tr><td><strong>Gioved\u00ec&nbsp;23&nbsp;aprile 2026&nbsp; ore 15.30<\/strong><br><strong>Staged Photography and Mimesis:&nbsp;Caneva\u2019s 1850s Images of China<\/strong><br>(in inglese)<br>Sarah E. Fraser<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>One of the challenges of researching East Asia is the legacy of colonial photography and extracting historical data. This talk will explore different types of staged photography and stereotypes, ethnographic references and construction, and how to use early photography as a reference tool for research. How do we assess personal, individual, and geographic data presented in colonial photographs? Further, Giacomo Caneva\u2019s photographs of 1850s China suggest different forms of staging that allow us to interrogate the role of mimesis in nineteenth and twentieth-century East Asian visual culture. In what ways do these materials offering seemingly objective views relate to curated photos from the early history of photography of China? Later, how did Chinese photographers subvert and reinvent photographic regimes?&nbsp;<br><br>\ud83d\udd70\ufe0f15.30 &#8211; Ingresso gratuito su invito<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<strong>Sabato&nbsp;<\/strong><strong>25<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><strong>aprile 2026<\/strong><strong>ore 10-18 | <\/strong><strong>Festa della Liberazione<\/strong><\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>\ud83d\udd70\ufe0fOre 10-18 &#8211; Ingresso gratuito in tutti i Musei e luoghi della cultura statali<\/td><\/tr><tr><td><strong>Mercoled\u00ec&nbsp;29&nbsp;aprile 2026&nbsp; ore 16.00Storie di collezionismo e tutela |&nbsp;Lo scioglimento della collezione&nbsp;fidecommissaria Barberini:&nbsp;cronaca di una diaspora<\/strong><br>Gino Famiglietti<br>Introduce Daniele Ferrara<\/td><\/tr><tr><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>L\u2019ultimo libro di Gino Famiglietti presenta, attraverso l\u2019esame dei documenti dell\u2019epoca, la narrazione di come si \u00e8 giunti allo scioglimento del fedecommesso Barberini, uno degli eventi che hanno segnato la storia del patrimonio culturale italiano durante il fascismo. Dai fatti narrati, come sottolinea l&#8217;autore &#8220;emerge un quadro che pu\u00f2 definirsi sconfortante: da un lato, il \u201ctirare a campare\u201d degli uomini e degli uffici dell\u2019apparato amministrativo statale, che rimanevano inerti di fronte alle difficolt\u00e0, convinti che le leggi vigenti, che vietavano la divisione delle raccolte fedecommissarie e la loro eventuale vendita a soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici, costituissero, di per s\u00e9, un muro insormontabile eretto a difesa di tali raccolte. Dall\u2019altro lato, le esigenze e gli interessi dei privati, che perseguivano i loro obiettivi di messa a profitto del patrimonio artistico di cui disponevano e il cui mero possesso era ormai vissuto come un peso. Nel mezzo la classe politica, che, allora come oggi, non aveva un progetto in materia di politica culturale, ma tendeva ad assecondare i desiderata dei portatori di interessi individuali, a scapito della tutela dell\u2019interesse collettivo&#8221;.&nbsp;&nbsp;<br><br>\ud83d\udd70\ufe0fOre 16.00 &#8211; Ingresso gratuito su invito<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al\u00a026\u00a0aprile 2026Obiettivo seta La spedizione del 1859 in Cina\u00a0nelle fotografie di Giacomo Caneva Esposizione a cura di Giulia Pra Floriani e Marta Boscolo Marchi. 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